Uso consapevole dei termometri digitali, facciamo chiarezza

termometro digitale2I tanti termometri digitali che negli ultimi anni hanno iniziato a comparire ovunque sono senz’altro l’espressione del desiderio di conosce il valore che essi misurano da parte della popolazione, poiché è quello più immediatamente percepibile dal corpo umano assieme a quello dell’umidità.Temperatura ed umidità sono strettamente collegati, ma è sulla temperatura che i prodotti tecnologici si sono concentrati, sostituendo gradualmente i termometri a mercurio ed introducendo i più comodi e meno inquinanti digitali.
Sono comodi perché sono più piccoli e si possono posizionare ovunque senza manutenzione, se non quella di cambiargli le pile, possono comunicare il valore che misurano anche su superfici di lampadine led visibili da lontano e non solo su piccoli display.
Ad esempio negli ultimi decenni ne sono comparsi molti all’esterno delle farmacie.

Ma quanto sono affidabili? A meno che non appartengano a stazioni a norma OMM (l’Organizzazione Mondiale della Meteorologia), i tanti termometri che si trovano sia per strada, che in vendita per pochi euro, sono spesso non perfettamente tarati perché non vengono fabbricati con grandi pretese dovendo essere economici.
Come sensore hanno generalmente una termo resistenza, questa alimentata a corrente costante genera un segnale in tensione che varia in base alla temperatura.
Il segnale in tensione viene campionato e convertito in formato digitale con un A/D (Analog to digital converter), il valore così ottenuto viene mandato a un display attraverso dei circuiti elettrici ed LCD.
Tutte queste funzioni sono praticamente svolta da dei mini circuiti integrati.
Questi termometri servono più che altro per dare una idea sommaria della temperatura e non misurarla perfettamente, nonostante alcuni indichino anche il decimo di grado.
Oltre ad essere non ottimamente tarati a volte possono guastarsi e rimanere privi di manutenzione per diversi giorni, indicando temperature grossolanamente errate.termometro digitale

Ma il particolare più importante di cui spesso ci si dimentica è che questi termometri servono per misurare la grandezza termica dell’aria e non quella degli oggetti che hanno vicino, o al peggio quella di essi stessi esposti al sole.
Infatti secondo le disposizioni dell’Organizzazione Mondiale della Meteorologia, una misurazione professionale richiede che il sensore sia posto in una capannina, cioè in una gabbia schermata con le pareti bianche che non facciano entrare i raggi solari, ma con delle aperture in modo che l’aria possa ivi circolare.
Questa deve essere posta a circa un metro e mezzo da terra su un suolo erboso il più possibile lontano da strutture ed edifici.
Tutte queste caratteristiche sono per uniformare il sistema di misura con tutti quelli delle altre stazioni in tutto il mondo. In modo da essere usati per redigere calcoli, statistiche e creare le mappe delle temperature medie, massime e minime.

La posizione delle stazioni OMM è stata studiata in modo che i valori registrati non siano influenzati dall’isola di calore degli agglomerati urbani, essi infatti presentano normalmente una temperatura più alta dell’ambiente circostante a causa del maggior calore che gli edifici assorbono rispetto al verde.
Quindi come per le stazioni a norma, se i termometri digitali vengono posti vicino a delle strutture, queste avranno immagazzinati una certa quantità di calore, calore che il termometro misurerà sovrastimando il dato che noi riteniamo essere dell’atmosfera. Inoltre se questi manufatti presentano una superficie scura avranno una temperatura maggiore di quelli chiari, in quanto i colori scuri assorbono più radiazioni.
Così i sensori che vengono posti vicini all’asfalto o ad i muri di mattoni in laterizio misureranno anche la temperatura di questi, specie se nella stagione calda.

Lo stesso vale per i termometri delle automobili che ora sono parte degli accessori di serie, essi segneranno una temperatura diversa a seconda di dove si trova il sensore.
Nel caso che lo si monti manualmente sarà bene posizionarlo sotto al paraurti anteriormente al motore, questo per evitare che venga influenzato dal suo calore e quello dell’automobile stessa.
Così facendo mentre si è in marcia sarà il più possibile esposto all’aria antecedente il veicolo e disturbato solo dal calore dell’asfalto sottostante.
Al contrario quando ci si fermerà a motore caldo, il sensore inizierà a sentire la temperatura di questo.

Un’altra caratteristica assolutamente importante è quella dei raggi solari, i termometri posti al sole segneranno anche la temperatura del proprio supporto, mentre invece la temperatura effettiva dell’aria sarà inferiore.
Purtroppo ad ogni ondata calda i mass media per fare audience, prendono spesso in esame i valori misurati da questi display termometrici posti al sole e non quelli delle stazioni a norma.
I valori potranno così essere anche di oltre +40°C, queste temperature in realtà nella Pianura Padana si possono toccare, ma solamente durante le ondate calde più intense e non certo in ognuna di queste.

Per quanto riguarda gli aggettivi dati alle ondate di caldo, per misurare il disagio è purtroppo diventata una prassi comune identificare un caldo molto intenso con il termine di torrido. Si tratta di un errore grossolano perché da definizione il caldo torrido è in realtà un caldo secco. Invece se abbiamo una umidità elevata associata ad una ondata di caldo si parlerà di caldo afoso, il quale il nostro organismo lo percepirà con maggior disagio.

Con il rapporto tra temperatura ed umidità relativa si può ricavare un valore numerico chiamato “indice di calore percepito” o “Humidex” dal suo inventore, il meteorologo canadese K.Scharlau negli anni sessanta.

Infatti il nostro corpo in base ai diversi parametri atmosferici percepisce una temperatura più alta o più bassa di quella presente realmente. Nel caso di una umidità elevata associata ad una temperatura anch’essa elevata, l’organismo sentirà una temperatura più alta.

Il motivo è perché il corpo umano per mantenere regolata la temperatura interna, perde costantemente calore attraverso l’evaporazione del sudore dalla pelle.
Così facendo esso si raffredda, ma con l’afa il sudore prodotto dall’organismo per abbassare la temperatura corporea non riesce ad evaporare nell’aria perché già satura, in questo modo si percepirà una temperatura maggiore.
Mentre in inverno, nel caso di una umidità elevata associata ad una bassa temperatura, l’organismo avvertirà una temperatura più bassa. Questo avviene perché l’isolamento naturale della pellicola d’aria calda attorno alla pelle si riduce e la temperatura corporea si abbassa, quindi per esempio nel caso di nebbia è come se l’organismo fosse a contatto con dell’acqua fredda.
Diversamente con un’aria secca, sia le temperature elevate che quelle basse saranno più sopportabili.

Nel 1979 venne introdotto il ”Heat Index” (HI), l’Indice di Calore di Stedman. Si tratta di un indice che mette in correlazione la temperatura dell’aria, l’umidità e la temperatura percepita dal nostro corpo. Attraverso una formula calcola l’intensità dell’afa in base agli effetti che la temperatura e l’umidità hanno sull’organismo.

Uno degli ultimi indici introdotti a distanza di tempo ed attualmente abbastanza usato è il “Discomfort Index” (DI), l’Indice di Disagio di Thom.
Viene calcolato con una formula matematica abbastanza complessa e prende in esame oltre alla temperatura e l’umidità, anche il movimento dell’aria sulla sensazione di caldo o di freddo percepita dall’organismo.

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 Fino a 29 C°  Nessun disagio
 Da 30 a 34 C°  Sensazione di disagio
 Da 35 a 39 C°  Intenso disagio. Prudenza: limitare le attività fisiche più pesanti
 Da 40 a 45 C°  Forte sensazione di malessere. Pericolo: evitare gli sforzi
 Da 46 a 53 C°  Pericolo grave: interrompere tutte le attività fisiche
 Oltre 54 C°  Pericolo di morte: colpo di calore imminente

Per concludere, con tutte le informazioni finora trasmesse, non si vuole far intendere che tutti i termometri non a norma siano da buttare. Ma far presente che nel consultarli bisognerebbe prendere qualche accortezza prima di dare per assoluto il dato che essi comunicano.
Infatti conoscendo ora tutte queste caratteristiche si evince che i termometri andrebbero posizionati in maniera da avvicinarsi alle norma OMM, qualora non fosse possibile si può confrontare la temperatura segnata dal proprio sensore con quella di una stazione a norma posta nelle vicinanze, possibilmente nella stessa città ed a parità di caratteristiche ambientali.

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