Scatta il fermo pesca: stop al pesce fresco

Scatta domani, lunedì 31 luglio, il fermo pesca per le barche dell’Emilia-Romagna nel rispetto dell’obbligo dell’interruzione temporanea dell’attivita’ di pesca che per 42 giorni, fino al 10 settembre, interessera’ tutte le flotte da pesca da Trieste ad Ancona: lo rende noto Coldiretti Impresa Pesca Emilia-Romagna, ricordando che con il fermo pesca si fermano le attivita’ della flotta italiana secondo un preciso calendario per favorire il ripopolamento del mare e garantire un migliore equilibrio tra le risorse biologiche e l’attivita’ di pesca.

Coldiretti sottolinea che in questo periodo aumenta anche il rischio di ritrovarsi nel piatto, soprattutto al ristorante, prodotto straniero o congelato, se non si tratta di quello fresco made in Italy proveniente dalle altre zone dove non e’ in atto il fermo pesca, oppure se non si tratta di pescato proveniente dall’attivita’ della piccola pesca locale o da allevamenti di mitili o vongole. Per effettuare acquisti made in Italy di qualita’ e al giusto prezzo il consiglio di Coldiretti e’, laddove possibile, di acquistare direttamente dal pescatore, specie da quelle attivita’ non interessate dal fermo, o, se da un’attivita’ commerciale, di verificare sul bancone l’etichetta, che per legge deve prevedere l’area di pesca (Gsa) che per l’Adriatico settentrionale corrisponde al numero 17.
Nel periodo di fermo pesca di questa zona, per mangiare pesce italiano le provenienze da preferire sono quelle dalle Gsa 9 (Mar Ligure e Tirreno), 10 (Tirreno centro meridionale), 11 (mari di Sardegna), 16 (coste meridionali della Sicilia), 18 (Adriatico meridionale), 19 (Jonio occidentale), oltre che dalle attigue 7 (Golfo del Leon), 8 (Corsica) e 15 (Malta).

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